giovedì 14 dicembre 2017

Ennesima proroga del Piano Casa in Sardegna e sua applicazione ad Alghero


CONSULTA AMBIENTE TERRITORIO DELLA SARDEGNA

La Consulta Ambiente e Territorio (A.T.S.) non può esimersi dal rilevare l'ennesimo atto posto in essere dalla Giunta Pigliaru e da parte del Consiglio relativamente al Piano casa, oramai in scadenza, prorogandolo fino al 30 giugno del 2019: un tempo lunghissimo nel quale sarà possibile l'incremento delle volumetrie del 30%, con l'esclusione dei soli centri storici, notizia data con grande soddisfazione dalla Regione e accolta più che favorevolmente dal settore edilizio che potrà così agevolmente programmare i lavori di futura compromissione del territorio.
In questo lasso temporale s'inserisce anche la proposta di legge, o disegno, sul governo del territorio, approvata dalla Giunta regionale lo scorso marzo, e che ha suscitato non poche critiche ben circostanziate dalla scrivente Consulta, che ha posto in evidenza, nei diversi comunicati stampa e iniziative pubbliche, i limiti di una norma che rasenta l'incostituzionalità, che va respinta al mittente. Gli articoli del testo di legge più avversati e dibattuti pubblicamente, gli Artt., 30, 31, 43 e A4 che espongono i beni ambientali e paesaggistici a un inevitabile declino, nonostante, ricordiamolo, tali beni siano tutelati anche dall'art.9 della Costituzione, dal Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R. 2006), redatto e varato in attuazione al Codice Urbani, d. lgs. n. 42 del 2004, norme sovraordinate non scardinabili o by-passabili neanche attraverso la Specialità della Regione Sardegna in materia urbanistica (di fatto solitamente poco esercitata, e per di più male, come nel caso in oggetto e addirittura contrapposta ai vicoli indicati dal Codice), restando in capo allo Stato la materia paesaggistica. 

In questo frangente si rilancia il Piano casa, nato nel lontano 2009 sotto il governo Berlusconi e poi rilanciato di volta in volta in successivi aggiornamenti ed estensioni temporali, l'ultima è la L.R. n.8 del 2015; da rilevare l'astensione del centro-destra dal voto nella seduta consiliare per mancata estensione della norma ai centri storici, con tutta evidenza ritenuto troppo restrittivo.
Ovviamente il Piano casa non basta ai nostri ineffabili legislatori regionali: necessita approvare la legge regionale sul governo del territorio affinché si concretizzino le mirabolanti cubature in previsione, lungo la fascia costiera ma anche nelle aree interne, che ad oggi sono ancora sprovviste di pianificazione paesaggistica: ci si aspettava che in questa legislatura si completasse il Piano Paesaggistico Regionale, oggi ancora monco, che a causa di tale incompletezza produce altri effetti negativi, con interventi programmati in assenza di regole certe e soprattutto dei reali vincoli e potenzialità contenute nel Piano.
 Eppure il Presidente Pigliaru sottolineava nell'intervento di presentazione del ddl,marzo 2017, come la qualità paesaggistica sia "la grande risorsa di sviluppo presente e futuro della Sardegna, il principale fattore di ricchezza", aggiungendo che il ddl “nasce da una filosofia di rigorosa tutela del paesaggio”, evidenziando “elementi di flessibilità governata e virtuosa” nell'attuale normativa, di cui propone un “aggiornamento prudente, mirato all'equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rispetto ambientale e creazione di ricchezza e occupazione.”

Come dimostrato nei diversi interventi e comunicati stampa della Consulta, il ddl in discussione va in direzione diametralmente opposta, tranne per la creazione di ricchezza, sì in altri luoghi e in mani esterne, esempio ne siano le diverse proposte del Qatar, ma anche di altri gruppi: in tutto ciò non vi è nulla di virtuoso, si legge invece un'accomodante volontà di svendita del territorio e dei suoi beni, una pretestuosa flessibilità governativa utile ad appagare interessi che nascono al di fuori delle reali esigenze di buon governo dell'isola: vizi sostanziali che non possono mantenere alcun equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rendendo tali propositi parole vuote prive di contenuto. La Consulta ritiene deleteria la proroga del Piano casa, e tanto più la possibile approvazione del ddl in discussione, mentre risulta di vitale importanza completare l'attività conoscitiva e di ricognizione del quadro ambientale, paesaggistico e culturale con l'estensione agli ambiti interni del P.P.R. (così come promesso in campagna elettorale da Francesco Pigliaru), e conseguentemente adeguare gli strumenti urbanistici (P.U.C.), e garantire tempi certi per l'adeguamento dei PUC almeno di tutti quei comuni ricadenti negli ambiti costieri (visto la perdurante assenza di pianificazione regionale degli ambiti interni, come su riportato), quali a solo titolo di esempio Olbia, Arzachena, Cagliari, Alghero oramai in ritardo più che decennale.

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Alghero, un palazzo a 5 piani potrebbe sorgere a pochi passi dal mare di Calabona.Ci sono due aspetti che s'intrecciano nel caso segnalato da varie associazioni (Grig, WWF, ItaliaNostra, Lipu, Comitato Scogli Piatti-Aho) e che vanno al di là del caso specifico.
 Il primo aspetto riguarda le zone B dove edifici, come quello in discussione, possono ancora crescere inopinatamente. Le inestinguibili zone B – previste abbondantemente dal Comune nel secolo scorso – incistate in uno strumento urbanistico con la visione di un'altra epoca. 
Un piano regolatore “guai a chi lo tocca” per cui sono di fatto disattese le leggi che si sono succedute fino dagli anni Ottanta. No ai Piani Territoriali Paesistici (PTP) del 1993 e doppio no al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) 2006, cioè il rifiuto della più aggiornata disciplina in materia paesaggistica. 
Il Piano Regolatore Generale (PRG) di Alghero sopravvive incivilmente, come in altri comuni sardi soprattutto costieri.
 Per queste cangianti zone B servirebbe una rivalutazione ambientale paesaggistica aggiornata e una attenta contabilità sulle aree per servizi (mq/ab) indispensabile per conoscere la loro adeguatezza funzionale e dimensionale alle crescite, ossia agli incrementi di volume decisi pure per via dei numerosi pianicasa succedutisi dopo il 2009.
 
Il secondo aspetto è appunto l'ultimo pianocasa LR 8/2015 (prorogato l'altro ieri dal governo Pigliaru) che nello spirito anarchico dei pianicasa (copyright Silvio Berlusconi) consente ad Alghero di sommare la procedura derogatoria voluta dalla Regione al rifiuto del Comune di adeguarsi alle leggi. Un connubio nefasto per la città che si vuole candidare a competere nel mercato turistico dei prossimi decenni (o a capitale della cultura), e che invece di moderare gli appetiti palazzinari li suscita. Le zone B immaginate come rendite per pochi sono un danno per la comunità come altri insopportabili vitalizi.
Servirebbe adeguare rapidamente la pianificazione locale, anche anticipando la conclusione (si sta facendo per le aree della bonifica).
 D'altra parte le toccanti promesse del sindaco sull'urbanistica sono state deludenti e si teme che disattenderanno le attese dei cittadini di Alghero che s'immaginano una città svincolata dal ciclo edilizio che la sta impoverendo.
 Una valutazione nel quadro della redazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) alla luce di nuove previsioni di legge mitigherebbe gli effetti di aberranti previsioni.
Al sindaco di Alghero chiediamo cosa aspetta ad adeguare il Piano urbanistico al PPR in vigore da dieci anni.
Al presidente Francesco Pigliaru chiediamo perché non commissaria, domani!, tutti quei comuni importanti che, come Alghero, hanno finora disatteso le disposizioni di leggi regionali e dello Stato.


Comunicato Stampa WWF, Italia Nostra, Lipu e Comitato Tutela Scogli Piatti di Alghero
CALABONA (ALGHERO): COSTRUZIONE IN RIVA AL MARE DIVENTA UNA EMBLEMATICA QUESTIONE PAESAGGISTICA REGIONALE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELLA PROROGA DEL PIANO CASA DELLA GIUNTA PIGLIARU.
I rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA e del comitato locale per la Tutela degli scogli piatti hanno inoltrato richiesta di accesso civico sulla pratica riguardante un intervento edilizio in località Calabona nel comune di Alghero, area soggetta a tutela paesaggistica.
Carmelo Spada, Francesco Guillot, Graziano Bullegas e Paola Correddu rispettivamente per Wwf, Lipu, Italia Nostra e il comitato Tutela scogli piatti hanno inoltrato richiesta di accesso civico per acquisire la documentazione e ricostruire l’iter istruttorio dell’intera pratica basata sulla L.R . 8/2015, art.39.
I rappresentanti delle associazioni ambientaliste WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA e comitato Tutela Scogli Piatti vista la rilevante importanza paesaggistica della zona, praticamente a pochi passi dal mare, vogliono verificare la conformità delle autorizzazioni alle norme di tutela sovraordinate a quelle comunali, seppure in presenza di possibili deroghe ottenibili con il Piano Casa varato nel 2015 dalla giunta guidata da Francesco Pigliaru.
“Contro quel piano - affermano Carmelo Spada, Francesco Guillot, Graziano Bullegas rispettivamente per Wwf, Lipu e Italia Nostra - nel 2015 presentammo un corpus di osservazioni che prefiguravano situazioni come questa di Calabona, ma che sono rimaste inascoltate”

“Con questo caso emblematico di Calabona nel comune di Alghero - hanno concluso i rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste - si palesa concretamente con una costruzione in riva al mare e assurge in negativo a emblematica questione paesaggistica regionale anche in considerazione della recentissima proroga del piano casa della giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru.”

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