mercoledì 20 settembre 2017

Sardegna: è in atto una aggressione senza precedenti contro le regole e quelli che ne chiedono il rispetto



Nebida
In risposta alla mozione farsa dei consiglieri regionali del PD e alle continue aggressioni verbali contro le  associazioni, i funzionari, i sottosegretari e quanti chiedono il rispetto delle regole e delle norme a tutela dei beni paesaggistici e culturali, Italia Nostra ha scritto una lettera al presidente del consiglio dei ministri, al ministro dei BBCC  e alla sottosegretaria Borletti Buitoni, reiterando la manifestazione di piena solidarietà nei confronti della stessa Sottosegretaria e del Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, Architetto Fausto Martino e chiedendo al Governo di confermare il sostegno già manifestato dal Ministro Franceschini nei confronti del rappresentante del Mibact in Sardegna e del suo operato.
Italia Nostra è convinta che l'autonomia della Sardegna non possa essere rivendicata per aggirare e allentare le regole che la stessa Regione si è data in anni precedenti, ma che una seria politica di tutela debba passare attraverso una leale collaborazione e confronto tra Regione e Stato con il coinvolgimento di cittadini e portatori di interesse.
Così non è stato fino ad oggi, ed i motivi di contrasto tra Regione e sedi periferiche del MiBact riguardano proprio la corretta applicazione di leggi e norme sulla gestione del paesaggio. Queste alcune cause di contrasto:
Ø  L'illegittima applicazione della legge sul condono edilizio del 2003, varato dal governo Berlusconi, che in Sardegna è stata estesa anche alle aree tutelate, malgrado le norme dello Stato lo vietassero;
Ø  L’illegittima interpretazione del piano casa, applicato in deroga al Piano paesaggistico regionale;
Ø  La posizione assunta dalla Soprintendenza contro la "forestazione produttiva" del Marganai perché priva di nulla osta paesaggistico;
Ø  Il parere contrario per violazione dei vincoli paesaggistici espresso dalla Soprintendenza di Cagliari nell’ambito del procedimento autorizzativo per la rimessa in funzione dell’impianto dell'Eurallumina. Unico parere negativo avverso un nuovo disastro ambientale preannunciato.
In tutti i casi sopra citati le decisioni del Soprintendente, hanno suscitato polemiche pretestuose e strumentali in sede locale, pur essendo in linea con la normativa vigente e coerenti con le finalità istituzionali del Ministero.

Rendering di un intervento speculativo sulla costa di Sant'Antioco - art. 43 DdL

Il testo della lettera  


Al Presidente del Consiglio dei Ministro
on. Paolo Gentiloni
Al Ministro dei Beni Culturali
on. Dario Franceschini
Alla Sottosegretaria ai Beni Culturali
on. Ilaria Borletti Buitoni

Assistiamo in questi giorni a una serie di gravi censure nei confronti di quanti dissentono dalle disastrose politiche di gestione del territorio e del paesaggio avviate dalla giunta e dal consiglio regionale della Sardegna, da parte della stessa Giunta regionale e dai consiglieri del partito di maggioranza.
Primo bersaglio sono state le Associazioni ambientaliste e la società civile accusate di raccontare falsità, poi la Sottosegretaria ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, rea di aver denunciato la palese continuità tra le politiche in materia urbanistica della precedente giunta di centrodestra e l’attuale. Infine è stato oggetto di pesanti critiche un pubblico funzionario, il soprintendente per l’archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna, Fausto Martino, accusato di un atteggiamento “inappropriato”, solo per avere svolto con il necessario rigore il ruolo cui è delegato per la difesa del patrimonio culturale.
Lo stesso assessore all'urbanistica nella sua lettera al Ministro, nell’affermare "con gli uffici locali del ministero dei Beni e delle attività culturali c’è stata un’estenuante difficoltà di interlocuzione sin dal momento dell’insediamento dell’attuale governo regionale", riconosce che il problema non riguarda solo il rapporto con l'attuale Soprintendente, nominato un anno e mezzo dopo l’insediamento della Giunta regionale, ma che si tratta di un conflitto con le sedi periferiche del MiBact, con origini pregresse, sorto dall’insofferenza nei confronti degli organi di tutela e delle leggi che la dispongono. Niente a che vedere, dunque, con  il dovere di difendere le prerogative e le competenze della Regione, tra le quali non rientrano certo atti contrastanti con la normativa vigente in materia di tutela del paesaggio e dei beni culturali.
Appare chiaro che è solo dall’intolleranza verso un funzionario “scomodo”, colpevole di fare con solerzia il proprio dovere, che scaturiscono gesti istituzionalmente non corretti..
E’ bene ricordare alcune delle cause dei contrasti tra la Giunta regionale e la Soprintendenza di Cagliari, comprensibilmente dimenticate dalla mozione presentata dai consiglieri PD:


  • L'illegittima applicazione della legge sul condono edilizio del 2003, varato dal governo Berlusconi, che in Sardegna è stata applicata anche in aree tutelate, malgrado le norme dello Stato lo vietassero;
  • L’illegittima interpretazione del piano casa, applicato in deroga al Piano paesaggistico regionale;
  • L'ordinanza di sospensione dei lavori adottata dalla Soprintendenza contro la "forestazione produttiva" della rinomata foresta Marganai perché priva di nulla osta paesaggistico e l’interpretazione normativa che ne è scaturita fortemente avversata dalla Regione Sardegna;
  • Il parere contrario per violazione dei vincoli paesaggistici espresso dalla Soprintendenza di Cagliari nell’ambito del procedimento autorizzativo per la rimessa in funzione dell’impianto dell'Eurallumina. Unico parere negativo, purtroppo, avverso un nuovo disastro ambientale preannunciato.
Scelte del tutto coerenti con le finalità istituzionali del Ministero.
Italia Nostra reitera, pertanto, la manifestazione di piena solidarietà nei confronti della Sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni e del Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, Architetto Fausto Martino e chiede al Governo di confermare il sostegno già manifestato dal Ministro Franceschini nei confronti del rappresentante del Mibact e del suo operato.

Li, 20 settembre 2017

                                   Oreste Rutigliano    presidente nazionale Italia Nostra
                                   Graziano Bullegas   presidente Italia Nostra Sardegna

Cala Domestica - Buggerru

 sull'argomento

 

mercoledì 13 settembre 2017

L'incongruità del deposito unico delle scorie nucleari



Italia Nostra Sardegna è intervenuta con motivate Osservazioni nella procedura di Valutazione Ambientale Strategica relativa al Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi proposta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il programma riguarda la realizzazione di un Deposito nazionale unico adatto ad ospitare un impianto di smaltimento a titolo definitivo per stoccare tutte le scorie a bassa e media attività, provenienti dall’intero territorio nazionale; presso di esso sarà ospitato un Deposito per lo stoccaggio temporaneo ma di lunga durata (tempo ipotizzato 50 anni) dei rifiuti ad alta e media emissività con concentrazioni e contenuto di radionuclidi a lunga vita, nella quasi totalità provenienti dalla Francia e dall’Inghilterra dopo le operazioni di decommissioning del combustibile irraggiato. Tale temporaneità nelle more dell’individuazione di un deposito in formazione geologica profonda, nel quale dovrebbero confluire i materiali dello stoccaggio temporaneo.

L'Associazione ha chiesto di sospendere l'intera procedura di VAS perché incompleta e illegittima e perché la proposta di soluzione della problematica dei rifiuti radioattivi contenuta nel Programma Nazionale è incongrua e non praticabile sotto l'aspetto economico e ambientale.
Tra le motivazioni addotte da Italia Nostra Sardegna si evidenzia:
  • la soluzione del Deposito unico in un’area da individuare a livello nazionale non sembra possa essere considerata come la più razionale. Anche perché le Direttive europee non sembrano doversi interpretare nell’obbligo di adozione di una soluzione così univoca, ma vanno soddisfatte per quel che concerne gli obiettivi e i protocolli inerenti il rispetto degli standard di sicurezza all’interno dei siti di stoccaggio e per la loro custodia.;
  • il Programma Nazionale prende in considerazione solo i caratteri fisici ed antropici delle Aree, escludendo ogni relazione con altre problematiche che possano avere incidenza su di una corretta localizzazione del Deposito, in particolare non tiene in alcun conto il rapporto con il cosiddetto “Servizio integrato”, ovvero delle difficoltà di gestione e trasporto dei materiali radioattivi in relazione alla localizzazione dello stesso. Questa omissione rende di fatto incompleta e pertanto illegittima la procedura di VAS;
  • il Programma Nazionale appare omissivo per non aver fornito il quadro complessivo dei rifiuti radioattivi e delle relative volumetrie, mancano in particolare i rifiuti radioattivi di origine militare. Ci si chiede dove finirà l’uranio impoverito di cui si è fatto largo uso nelle esercitazioni dentro i poligoni militari? E per quale motivo tale materiale viene sottratto alle procedure previste dalla direttiva in materia di rifiuti radioattivi?                                  
  • nel Rapporto Ambientale risultano sottovalutati gli effetti sulla salute delle attività degli impianti e dei depositi, effetti che vengono minimizzati sulla base dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità che li definisce “sovrapponibili” a quelli della popolazione generale;
  • la relazione tecnica e l'intera procedura non iseriscono tra i motivi di esclusione del sito le emergenze ambientali, paesaggistiche, sociali ed economiche. 


Un'ultima considerazione riguarda le scelte energetiche fatte senza tener conto dei costi ambientali. Infatti il problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi era ben noto fin dal momento della realizzazione dei primi reattori nucleari in tutta la sua tragica portata e nella consapevole incapacità di poter dare ad essi un’adeguata soluzione tecnica. Nonostante ciò la scellerata scelta del nucleare come fonte energetica fu adottata con la scusante della produzione di energia elettrica a basso costo, solo perché nel computo non si teneva conto dei costi ambientali. Venivano dunque con consapevole responsabilità esclusi dal conto economico gli oneri che sarebbero derivati dalla chiusura degli impianti, perché, così facendo, li si scaricava sulle collettività future, evento che oggi si sta materializzando.

Sardegna Soprattutto - Il testo integrale delle Osservazioni al procedimento di VAS presentate da Italia Nostra Sardegna

Sull'argomento



domenica 10 settembre 2017

MAMA SARDIGNA 2017, Artistas pro sa Terra


https://www.facebook.com/events/607319672991017/




Il concerto/evento si terrà venerdì 15 settembre all’Arena Grandi Eventi Sant’Elia di Cagliari. E’ realizzato grazie alla generosità degli artisti sardi, delle associazioni e dei comitati civici impegnati nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute. Scopo della manifestazione è la raccolta di fondi destinati al rimboschimento in alcune aree simboliche della Sardegna.

Partecipano al progetto scuole in coro-Studium Canticum, Paolo Carrus ensemble, Arrogalla e Giacomo Casti, Non solo Ippocrate, Andrea Andrillo, Elio Arthemalle e Mohamed Kambaliba, Claudia Crabuzza, Tenores di Neoneli, Armeria dei Briganti, Cinquetto, Maria Giovanna Cherchi, Piero Marras, Rossella Faa, Nicola di Banari, Chiara Effe, Joe Perrino e Veronica Mereu, Fàulas, Dr. Drer & CRC Posse, Bujumannu, Sista Namely, Brinca, Tazenda.


Come azione di sensibilizzazione sul tema dell'ambiente, dell'urbanistica e per la difesa del PPR abbiamo scelto di avviare una serie di iniziative (incontri, dibattiti, articoli sui media regionali e nazionali, interventi su web e social media) che nel corso degli ultimi mesi ci hanno consentito di raggiungere moltissime persone e di collaborare attivamente con le altre associazioni ambientaliste (WWF, Grig, Federparchi, Mare Amico, ISDE) con le quali abbiamo costituito un gruppo di lavoro "La Consulta Ambiente e Territorio Sardegna". Grazie alla collaborazione di numerosi esperti la Consulta ci consente di intervenire tempestivamente e in maniera qualificata sui vari argomenti.

Tra le iniziative prossime Venerdì 15 a partire dalle ore 18, presso l'Arena grandi eventi Sant'Elia di Cagliari, si terrà il concerto  "Mama Sardigna 2017, Artistas pro sa Terra"
https://www.facebook.com/events/607319672991017/?fref=ts

Al Concerto hanno aderito numerosi artisti e gruppi musicali, comitati e associazioni ambientaliste insieme per affermare il diritto alla salute della nostra terra. Sarà un grande concerto, un’occasione di incontro finalizzato alla raccolta fondi per il rimboschimento di alcune aree simboliche della Sardegna e per denunciare attraverso i tanti interventi sul palco, le numerose criticità paesaggistiche e ambientali che affliggono la nostra terra.


Nel corso dell'evento saranno allestiti tavoli informativi sull'attività delle varuie associazioni e comitati. 

Il concerto è gratuito, eventuali offerte saranno utilizzate per avviare azioni di rimboschimento in Sardegna


giovedì 7 settembre 2017

Sardegna bene paesaggistico d’Italia

Appello lanciato dalla Consulta dell'Ambiente e del Territorio della Sardegna e dal sito Emergenza Cultura direttamente al presidente della Regione, Francesco Pigliaru.
Il Piano paesaggistico della Sardegna (2006), obbligatorio secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, è strumento indispensabile per la difesa delle coste dell’Isola e ottimo esempio per altre esperienze di pianificazione. In questi dieci anni ha resistito al referendum abrogativo contro la legge “Salvacoste” del 2004, suo presupposto, e a numerosissimi ricorsi presso i tribunali amministrativi oltre che al goffo tentativo di cancellarlo da parte del governo  di Ugo Cappellacci.
L’attuale governo di centrosinistra ha dato il via, nell’aprile 2015,  a un piano-casa nella logica di Berlusconi, mentre nel marzo scorso ha approvato un disegno di legge con l’idea di “snellire” e “semplificare” i procedimenti, con gravi deroghe al PPR in violazione dell’art. 9 della Costituzione.
La legge, se sarà approvata, sarà certamente dichiarata incostituzionale, ma nel frattempo produrrà la destabilizzazione della tutela del territorio dell’Isola, con effetti devastanti specialmente nella fascia costiera.
L’obiettivo del Ddl è soprattutto evidente in alcuni articoli che darebbero vita a un programma derogatorio durevole, con l’ampliamento di alberghi a pochi passi dal mare (art. 31), favorendo grandi progetti pure in contrasto con il PPR (art. 43), con l’aumento delle volumetrie turistiche già dimezzate da precedenti disposizioni (art. A4 ). Ma sono tanti altri i contenuti inaccettabili della normativa, ad esempio sull’uso delle aree agricole.

Allo stesso obiettivo di allontanamento dalla vigente disciplina di tutela vanno ascritte le insostenibili critiche mosse da esponenti della Giunta regionale al soprintendente  Fausto Martino, al quale va la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento per la benemerita azione che svolge in difesa dei beni culturali dell’Isola.
Sono queste le ragioni dell’appello che sottoponiamo al presidente Francesco Pigliaru chiedendogli di confermare il livello di tutela previsto dal PPR, da estendere alle zone interne, sospendendo nel frattempo l’iter di approvazione del Ddl, avviandone il riesame alla luce delle numerose e autorevoli critiche espresse in questi mesi.
Settembre 2017

Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Graziano Bullegas, Stefano Deliperi,  Vezio De Lucia, Tore Dessena, Vittorio Emiliani, Maria Pia Guermandi, Paolo Maddalena, Antonietta Mazzette, Tomaso Montanari, Maria Paola Morittu,  Sandro  Roggio, Edoardo  Salzano,  Tore    Sanna,  Alessio Satta, Salvatore Settis,  Carmelo Spada

Le adesioni possono essere inviate alla Consulta delle associazioni ambientaliste della Sardegna consulta.sardegna@tiscali.it